mercoledì 5 gennaio 2011

La Nuova Motivazione


E’ difficile ritrovare la motivazione.

Non e’ per nulla semplice, non riesco a focalizzare un nuovo obbiettivo e non riesco a riprendermi dal torpore in cui sto vivendo. Rileggendo “La motivazione nella pratica sportiva” di Francesca Bertuccioli mi sono reso conto che il mio orientamento e’ sempre stato frutto di una percezione individuale di successo o fallimento basato sui miglioramenti della prestazione confrontati con gli standard precedenti piuttosto che la reale competizione con altri, che siano compagni di allenamento o perfetti estranei.
Ho provato a vedere nella mia testa cosa e’ successo post CCC e mi sono realmente trovato in difficoltà per la ricerca di nuove motivazioni, perche’? Principalmente perche’ mi sono trovato stanco. Stanco fisicamente e mentalmente. Avevo bisogno di staccare la spina e ridare nuova linfa che pero’ non e’ arrivata.
Da fine agosto ad adesso ho fatto poche uscite svogliate. Qualche chilometro per strada e molto pochi offroads, tutto sempre a ritmo sereno e senza particolare interesse a migliorare umore e prestazione.
Ne sono venute fuori sensazioni pessime di lavoro di corsa e umoralmente ne ho un po’ subito le conseguenze. La svolta e’ stata sicuramente Portofino che a meta’ per malessere non mi ha fatto “andare” come avrei voluto. La settimana successiva ho ritirato i remi in barca e con l’ottima scusa della scarsa prestazione della domenica precedente ho avuto la possibilita’ di non rimettermi a correre come avrei voluto. Inutile confermare che il dopo e’ restato sull’ottimo filo di lana del dolce far niente.
Un nuovo anno e’ pero’ alle porte ed anche gia’ iniziato ed ovviamente e fortunatamente sono iniziate anche le voglie di mettere dinuovo scarpe e traguardi in bacheca.
Stasera riattacchiamo con la vecchia combriccola cercando di tirare fuori nuove motivazioni, obbiettivo semplice e mirato forte Richelieu

giovedì 2 dicembre 2010

SPIRALE D’AVVENTO 2010

Accendiamo insieme una candelina e nascerà una stella
SPIRALE D’AVVENTO 2010


La Spirale d'Avvento è un evento molto amato che si tiene nelle scuole steineriane nella prima settimana d'Avvento. Tutta la comunità si riunisce attorno ad un'unico cero acceso e seguendo un percorso a spirale tracciato a terra da rami d'abete, uno ad uno tutti i presenti, anche i bambini più piccoli accompagnati dai genitori, accendono una candelina da questo cero e la posano lungo il tracciato, ecco così a poco a poco avviene la magia.... da un'unica fiammella nasce una stella!

Ci siamo incontrati lunedi’ nell’antico Oratorio Santi Nazario e Celso di Sturla. Pur abitandoci vicino non conoscevo questo antico e suggestivo posto, con un piccolo patio adiacente al vicolo che porta al mare. I bimbi gia’ arrivati sono ansiosi di entrare, pian pianino arrivano tutti ed iniziano a giocare assieme.
Finalmente entriamo in silenzio cantando una canzoncina. L’oratorio e’ alto e ha una bella acustica, si canta e c’e’ musica che ci accompagna, sono strumenti antichi, strumenti di un tempo. Sul pavimento dell’oratorio e’ stata sistemata la spirale formata dai rami che avevamo in terrazzo .. la musica ed i canti iniziano ad accompagnare i primi bimbi ad accendere le candele dal cero centrale. Arriva anche ilò turno di biba e matte accompagnati da mamma Raffaella. E’ suggestivo ed emozionante. La foto ne rappresenta la magia di questa nuova stella appena sorta da una semplice fiammella di cero.

lunedì 15 novembre 2010

Le lanterne di San Martino


"lanterne, lanterne, sole,

luna e stelle, date luce a noi,

date luce a noi, questa luce nel Mondo vogliamo portar!".

San Martino sentiva dentro di sé una luce interiore così forte che, incontrando in una fredda notte d'inverno un mendicante infreddolito alle porte della città, si offrì di condividere con lui il suo mantello.

Con questa premessa ieri ci siamo finalmente incontrati con un po’ di famiglie per la prima ricorrenza da vivere assieme. Alture di pegli fino ad una cappelletta in mezzo al bosco. Appena parcheggiato ci siamo messi in cammino su un sentiero semplice semplice che ci avrebbe portato alla cappelletta che abbiamo raggiunto simpaticamente saltellando fra una pozza e un’altra.


I bimbi assieme sono una forza nella loro purezza, non si sono mai visti e si chiamano già amici. Si tengono per mano e saltellano, raccolgono fiori e canne di bambu’. Intorno alla cappelletta ci sono un po’ di panche di legno e ci fermiamo per preparare la merenda. Ci sono i biscotti, le nocciole, le torte di carote e noci per riscaldare il cuore di piccini e grandi (soprattutto grandi). Ci sono le lanterne, quelle fatte a mano e quelle no … ma tutte contengono una candela da accendere.
Inutile dire l’entusiasmo dei bimbi nel vedere accendere i piccoli lumini. Detto fatto e’ l’ora di ritornare al buio con le nostre lanterne alle macchine cantando assieme canzoncine e filastrocche. Non ci facciamo mancare nulla, nemmeno un po’ di pioggia.

Le lanterne di San Martino, percorrono la notte: sono l'immagine di una forza, una luce, un calore che resistono di fronte agli ostacoli, agli affanni, portando la speranza in una nuova rinascita, rappresentata dalla primavera

martedì 9 novembre 2010

Portofino 2010: un trail tra il mare ed il cielo

Ci sarò stato decine di volte, per farci una sola gita, per prendere il traghetto da camogli scendere a san fruttuoso e tornare per sentieri oppure viceversa, ma non ci avevo mai corso. Mai, fino a ieri.
Devo essere sincero che rivedere e rivivere quei sentieri solo piu’ velocemente e’ stato un rewind del mio passato. Un passato fatto di pranzo al sacco nello zainetto insieme al kway e alla borraccia di the caldo.
Il profumo della mia magica regione che pian pianino si sta portando via il sole per portarci verso l’inverno mi fa passare per quei colori che mi fanno innamorare sempre di piu’delle mie montagne (se si possono chiamare cosi’) oltre del mio splendido mare.
Ieri e’ stato un po’ questo, una specie di corsa nel foliage nostrano fra nebbiolina e umidita’ passando per ricordi e profumi.
Al decimo kilometro finisce un po’ tutto, mi tremano le gambe e mi si annebbia la vista, in pochi secondi mi trovo scarico ad arrancare senza possibilita’ di via d’uscita da questa inaspettata crisi. Mi fa male la pancia e mi accascio su un pietrone a riposare.
Percorro i tre kilometri fino al successivo ristoro camminando e respirando profondamente, affrontando la seconda salita con molta tranquillita’. Mi sorpassano tantissime persone, fa niente oggi e’ cosi’.
Mangio due biscotti un po’ di focaccia e bevo un po’ di the caldo, riprendo a carburare e mi butto giu’ veso san fruttuoso.
Non ho mai visto quel borghetto magico cosi’ isolato, nessuno sulla spiaggia, niente mute maleodoranti, bombole o affini.
E’ una visione strana a tratti magica, fino poco fa ero su un sentiero scivoloso e adesso sono su una spiaggia che guardo il mare e fra poco saro’di nuovo sul sentiero dell’ultima salita.
Magica liguria e magico portofino, dal mare puoi vedere i monti e dai monti il mare in uno spicchio di kilometri.
Salgo lento, tanto non ne ho piu’ sono alla fine devo solo gestire l’arrivo.
L’ultima discesa e su falsopiano, a tratti scivolosissimo a tratti corribile, grande parola questa ..
Arrivo sotto il gonfiabile a festa quasi finita.

Portofino e’ magico, sia col bel tempo che sotto la pioggia ed era ora provarlo di corsa

martedì 19 ottobre 2010

Malta - endless summer

Malta ci ha dato la possibilita’ di allungare ancora di un pochino l’estate.
Si, avevamo alcuni giorni a disposizione e poco denaro (una nota caratteristica) abbiamo iniziato a fare una ricerca fra le mete pappabili e siamo capitati proprio sulla croce dei cavalieri. Vai sul sito Ryanair, prenota il volo ed in poche ore eravamo nell’isola mediterranea piu’ amata dagli anglosassoni. Malta e’ un incrocio fra il paesaggio brullo del Magreb piu’ torrido che va ad incastrarsi nel panorama piu’ conosciuto delle grandi mete estive. Il turismo ha fatto si che il litorale costruibile sia devastato dai grandi alberghi delle catene commerciali piu’ conosciute. E’ assurdo e strano come si possa rovinare il panorama indiscriminatamente senza nessun reale controllo urbanistico. Comunque scegliamo di soggiornare il St Paul in un albergo definito 4 stelle ma che la realtà e’ piu’ vicina d uno scarso 3 stelle italiano. Erano tutti vecchi e non c’e’a un bimbo, per la gioia della Bibi e per di piu’ nella formula mezza pensione il cibo era veramente scadente. Insomma un po’ fallimentare la scelta ma penso che le strutture dell’isola siano molto equiparate a quella fatta da noi, in fondo e’ mirato per una clientela che esige salsicce patate e uova al mattino e il necessario ipercalorico per sopravvivere la sera. Il primo giorno lo abbiamo speso alla ricerca dei non farci stirare dalla vetture con guida a destra, abbiamo cercato una spiaggia in quel di St Paul che non siamo riusciti a trovare ed abbiamo ripiegato su uno scoglio semipiatto. Il mare era decisamente freddo ed il posto ventoso, ma non ci siamo fatti intimorire. Il lungomare e’ uguale a qualsiasi altro lungomare costiero.

A malta l’attrattiva principale e se di attrattiva si puo’ parlare e’ un grande delfinario dove in barba alle leggi della comunita’ europea e’ possibile nuotare immersi in una vasca insie ai delfini. Per certi versi la cosa mi aveva entusiasmato, ma al momento di prenotare non ho confermato, sicuramente complice anche la non riuscita insieme a raffa, ma la decisione a posteriori e’ stata quella giusta. Il secondo giorno masticando un po’ i nostri principi ci siamo recati al Mediterraneo Marine park. Ai nostri occhi il tutto risulta essere un po’ triste, schematico, regolato da orari, vasche ed esibizioni, agli occhi della piccola bea era tutto ovviamente il contrario. La simpatica nota e’ che la ragazza e’ scivolata nella vasca dopo la sequenza qui sotto, nulla piu’ di uno spavento. 8il delfino non si e’ neanche mosso..)
bestie cosi’ belle, cosi’ intelligenti non meritano di vivere cosi’, e’ anche vero che non sarebbero in grado di affrontare il mare aperto. Mordendoci la lingua ci siamo resi conto che siamo stati “complici” di un sistema che a noi non piace. Miglioreremo. Nel pomeriggio siamo invece fnite nella baia giovanile di st Julian. Nulla di che se non un divertente tratto fatto con i bus locali e una buona birra vista mare. Il terzo giorno complice una magnifica giornata lo abbiamo dedicato ad esplorare la spiaggia di Golden beach e goderci un sano lettino al sole. E’ stato realmente gratificante per questo inizio ottobre. Rientro veloce in St Paul e pronti ad affrontare l’ultima giornata. La Valletta. La Capitale. Il giorno del nostro rientro abbiamo girovagato nelle vecchia citta’ dentro le mura cosi’ cara ai cavalieri e divisa fra nazionalisti e laburisti. C’e’ chi tifa Inghilterra alla vittoria e chi invece si chiude in casa. Mi verrebbe da pensare piccola citta’, bastardo posto. Carino, molto movimentato ma carino la vista su strade scoscese che volano verso il porto. La sera rientriamo no facendoci mancare un sosta in aeroporto di ben 6 ore. Santi playmobil che mi hanno salvato da bambino e chi ci hanno aiutato in questa lunga attesa. Ne e’ valsa la pena per allungare la nostra endless summer.

lunedì 13 settembre 2010

mercoledì 1 settembre 2010


Chamonix 2010.
Forse ombelico del mondo trail, forse citta’ di sogni e speranza, forse termine di passaggio fra il partecipare e arrivare o solo partire. Difficile da definirlo.
Courmayeur ore 09.00. Sono davanti al gonfiabile della partenza e sto fortemente sperando che il meteo visto e previsto non si faccia sentire. Al momento dell’inno italiano, l’ultimo dei 3 inni pre partenza, si scatena il temporale. Sembra che a coumayeur non abbia mai piovuto, sembra che Courmayeur cittadina italiana voglia essere contro la sua nazione. Proprio 5 minuti prima dello start inizia a piovere a dirotto. E’ musica forte, ritmante.


Voliamo via per le vie ormai gia’ bagnate seguendo il flusso del serpente colorato che caratterizza questa manifestazione. Ci imbottigliamo al primo sentiero, continua a piovere, non sono per niente sereno. La salita al Bertone vola via e un passo dolo l’altro saliamo sulla cresta della Tête de la Tronche e’ il primo passo lo abbiamo messo a segno. Si apre il cielo e si apre anche la val ferret, magnifica. Vado a testa bassa in giu per un bel po’ di km per risalire poi al rifugio Bonatti. Qua c’e’ un sacco di gente e la pioggia che ci ha lasciato per un pochino riprende. Raggiungo Arnuva in perfetto tempo, e riesco ad ammirare la salita al Gran Col Ferret.
Attacco la salita con determinazione fra folate di vento e pioggia che mi rende ancora piu’ zuppo di quello che sono. In vetta fa frddo , le tende gialle di north face sono tese, ho il tempo di mettermi un antivento per iniziare l’interminabile discesa verso La Fouly, 939 m. di dislivello verso il mare.
Il tendone che mi attende e’ gremito di gente che schiamazza, chi parte e chi come me e’ appna arrivato mi fermi il tempo di mangiucchiare qualcosa ed indossare un ricambio pesante e tirare fuori la frontale. Non e’ ancora buio ma non ho voglia di fermarmi dopo con rischio di prendere freddo.
Forse la svizzera sara’ anche bella ma piove e non c’e’ nessuno corro da solo al ristoro un paio di italiani si fermano ed io sono ripartito in solitaria. Percorriamo molto asfalto, qualche macchina mi illumina forse anche incredula di vedere gente che corre a quell’ora proprio su quelle strade.
A pranz de fort si sale nel bosco mi accodo an un francese e facciamo la salita assieme, respiriamo affannosamente il sentiero e’ completamente infangato dalla giornata di pioggia, intorno alle 22.45 arriviamo a Champex Lac. Lui molla la corsa li mi dice. Fuori diluvia io inizio ad aver freddo. Non ho voglia neanche di mangiare, sono ormai 55 km e ho i piedi zuppi dalle 10 di stamattina. Non ho tempo devo andare e anche stavolta sono solo, il tipo dell’organizzazione mi controlla se sono tutto a posto, si lo sono posso andare.
Giro tutto intorno al lago, anche se di buon passo non riesco a scaldarmi molto. Inizia la salita alla cima della bovine a 2000 mt. Il sentiero e’ allucinante fatto di gradoni e acqua che scende tipo cascata. I rigagnoli sono diventati fiumi e devo guadare. Con me c’e’ una giapponese che non parla inglese e francese, le faccio capire di stare tranquilla e che si va su pian piano.
Fango acqua nebbia e pioggia ecco quello che mi aspetta per la prossima ora.
Il traverso fino al punto sosta e’ una sorta di patibolo il vento in cresta mi congela faccia e tutto quello che ho addosso che e’ totalmente fradicio, entro nella tenda e trovo una situazione allarmante, un cacco di gente coperta e gli infermieri della corsa che intervengono a destra e a sinistra. Mi metto in un angolo. il capo sosta dice che sono state bloccate le altre gare che la utmb e’ stata stoppata al 21 km e la tds neanche partita. Probabilmente anche la nostra sara’ sospesa ma non e’ ancora ufficiale. Faccio la discesa verso Trient rischiando svariate volte , ci impiego una vita, le condizioni del sentiero sono allucinanti. Vedo le luci del paese, passo taglio non so ma entro da un’altra parte nel punto sosta. Sono tutti li, alle 3 la gara e’ stata sospesa per avverse condizioni metereologi che. Mi fermano al km 71.
Mangio bevo un the caldo, tremo quasi da convulsioni. Un po’ di disorganizzione per il rientro. L’attesa e’ snervante.
Poco prima delle sei sono a chamonix. Al termine del mio viaggio durato 18 ore di gara e mesi di preparazione.