Grazie ragazzi
lunedì 2 gennaio 2012
31 DICEMBRE 2011
Grazie ragazzi
martedì 27 dicembre 2011
Tutto riparte da qua
martedì 27 settembre 2011
L'Altare – Portofino 23/9/11
letteralmente tappezzate di corallo rosso.Passati i due pinnacoli che ne delimitano l'ingresso, il canyon scende per oltre una trentina di metri, fino a oltrepassare i 40 metri di profondità, e offre rifugio a tutti i tradizionali abitanti delle scogliere di Portofino: aragoste, nudibranchi, cerianti e, soprattutto, al corallium rubrum tipico della riserva marina. Risalendo è facile incontrare banchi di saraghi immobili a mezz'acqua, dentici e le ormai immancabili cernie brune che anche in questa zona trovano numerosi anfratti in cui rintanarsi. A causa della profondità, l'immersione nel canyon è consigliata solo ai subacquei dotati di un brevetto avanzato. Le roccie più vicine alla superficie, però, sono ricche di vita e assicurano una immersione piacevole anche a chi preferisce non spingersi in profondità. Scendiamo in 6 seguendo la catena che ci porta al punto morto e da li iniziamo la nostra avventura mattutina. Intorno a me si cono branchi di salpe e saraghi ed inizia a farsi vedere qualche bella gorgonia colorata. Finalmente incontriamo il canyon e da li a turno scendiamo in profondita’. Con la torcia ispezioniamo gli anfratti ed i buchi e proviamo dei bei coralli rossi che pero’ non riesco a fotografare. Scopro scendendo che ogni buco ne e’ pieno. Arrivati a -30 passiamo per una scoscesa scogliera ricoperta di gorgonie, fantastico. Si sente che la temperatura e’ scesa un po’ ma un po’ per l’eccitazione ed un po’ per la meraviglia non ci faccio troppo caso. Da un buco esce una murena e finalmente anche io riesco a vederla nel suo ambiente naturale. Risaliamo per ritornare nel punto di ritorno e finalmente incontro una cernia di dimensioni epocali che coperta da un grosso masso ci guarda mentre la osserviamo a poca distanza senza andare via. Un magico incontro. E’ ormai passata un’ora sono uscito in Nitrox e dobbiamo tutti risalire per la sosta di decompressione. Portofino e’ come un acquario e non me ne ero mai reso conto. Magnifico.
lunedì 26 settembre 2011
Loano - Relitto del san Guglielmo
La San Guglielmo era una lussuosa nave passeggeri di prima classe, varata a Glasgow nel 1911. Nel corso della I Guerra Mondiale fu trasformata in trasporto truppe.L' 8 Gennaio 1918, la San Guglielmo stava dirigendo per Gibilterra insieme alla gemella San Giovanni, sotto la scorta del cacciatorpediniere Bersagliere. Improvvisamente, un sommergibile Tedesco lanciò un siluro che colpì la San Guglielmo; il Comandante diresse immediatamente verso la costa, tentando di incagliare la nave per evitarne l'affondamento, ma i danni erano troppo gravi, e la San Guglielmo affondò in prossimità della costa di Loano. Un uomo dell'equipaggio morì nell'affondamento.
martedì 13 settembre 2011
TRAIL DEL GOLFO DEI POETI EDIZIONE ZERO 2011
Montale scriveva di colori e magici scorci, cercava di evocare immagini ed emozioni di quelle 5 Terre tante amate nelle sue vacanze rivierasche. Ieri l’edizione Zero ha regalato ai 200 partenti fra corto e lungo l’essenza ed i profumi di quelle terre e di quelle piazzole a picco sul mare.
Arrivo tardi al ritiro pettorale e tardo alla vestizione e tardi alla partenza, inutile la ricerca col Ceccarelli (mi spiace ma ci pescheremo lo so) e solo di fortuna l’incontro col maudellevette che ieri pero’ e’ stato il maudelle5terre (4°assoluto)
Si parte e si sale per il primo strappo nel bosco e tutto va liscio, io e Luca teniamo un passo che ci permettera’ di affrontare i chilometri in serenita’, almeno quello e’ il mio pensiero. Alla fine del primo strappo si prosegue un po’ in falsopiano per arrivare ad un mondo nuovo, il mondo a picco sul mare.
Percorriamo i sentieri dei vignaioli, di quelli che fanno lo sciachetra’ e non te ne danno neanche una bottiglia ma il mare sotto di noi e’ una visione unica. Gli scorci sono mozzafiato di quelli che non si possono dimenticare.
Altro bello strappo su una bella gradinata che da Fosso sale in su’ senza lasciare troppo respiro e troppi pensieri nella mente. Raggiunta la vetta ci viene detto: girate di qua e ci vediamo fra 17 km … diciassette chilometri? Si proprio diciassette chilometri..
Nuovo obbiettivo: raggiungere Fossola, su un bel falsopiano corribile e sempre con Luca alterniamo corsa a passocorsa. Il nostro pensiero e’ sempre quello di tenere un po’ di riserva per dopo.
Bhe io finisco qua la mia gara, Luca prosegue al suo passo io al mio, mi raggiunge il mio amico Daniele che in passato abbiamo condiviso mareggiate e onde. Altre sensazioni ma uniche e anche tanto vicine.
La terza salita non mi lascia spazio. Le gambe non ci sono il cuore si, ma non basta. Sono ormai stanco ma chiacchierando un po’ di tutto il tempo passa. Sento il peso delle gambe su per il monte a tratti scoperto e pian piano arrivo lassu’ dove si respira ancora aria di mare.
Il mio obbiettivo 30 km sta per essere raggiunto e da quel passaggio si apre la vista sul golfo di la spezia con lerici davanti a me e la poesia di una giornata di trail nelle mie gambe. Vola via anche Daniele forse angosciato dalle mie parole … e rimango solo mentre percorro gli ultimi 400 mt di dislivello in giu’ tutto a gradini.
Arrivo trascinandomi e Stefano mi passa il testimone e taglio il traguardo con una birra in mano un minuto sopra le 7 infinite ore.
Ho respirato aria intrisa dei profumi, ho ammirato scorci del mio mare, ho ripreso un attimo di me correndoci sopra per 37 km. Grazie ragazzi.
Buona vita
lunedì 8 agosto 2011
Trail dei fieschi 2011
Galleggiare in cielo come sotto le stelle con la frontale accesa, come perdersi a guardare l’orizzonte o come restare basiti davanti ad un magnifico scenario, che belle sensazioni che ci regala questo mondo del trail e questa natura.
Sabato e’ stata una bella manifestazione, forse sono mancate le docce finali, ma l’umidita’ quella no quella c’era proprio tutta. Trail dei fieschi come in amazzonia.
La famiglia Fieschi si e’ arricchita con la mercatura, la finanza e l'acquisto di terre, questa famiglia si divise in numerosi rami. Il ramo più importante fu quello detto "di Torriglia"; questo e quello "di Savignone" discendevano da due fratelli di Innocenzo IV e perciò si erano formati sin dal XIII secolo. Il castello ormai e’ in rovina e poco sovrasta la cittadina, ormai.
Ormai come tutte le cose belle quelle ricche di storia, quelle che portano un significato sulle spalle, sono destinate a non essere ricordate a dovere e se particolarmente sfortunate a essere completamente dimenticate. Non nelle nostre memorie quelle appunto del 06/08/11 2° edizione del trail.
Si viaggia, si viaggia veloce nei single track e si rallenta davanti ai numerosi strappi. Simpatica attraversata delle colline circostanti che poi ci porta alla ormai decaduta colonia del monte maggio per finire velocemente in discesa.
Io e Stefano andiamo avanti insieme e chiudiamo in 2 ore e 40 minuti molto sereni.
Che questa gara cerchi di riportare un po’ di storia alla memoria dei piu’ e che non venga dimenticato che galleggiare in cielo ci porta ancora piu’ vicino a toccare i nostri sogni.
lunedì 1 agosto 2011
Correre per stare anche soli
Ha un gusto strano assaporare la corsa senza dividere questo momento con nessuno, ognuno di noi lo fa. Sia che usciamo per una sgambata che per un grande evento li fuori ci sono solo io.
E’ un modo come un altro per staccare la spina e riprendersi i sensi. A volte quelli un po’ sperduti.
Sabato sono uscito con un vecchio compagno di palestra dei tempi che furono convertito anche lui all’endurance. Abbiamo avuto occasione di stare fuori ma non di stare soli. Abbiamo rivissuto una parte del nostro passato raccontandoci di come eravamo, di come cambiano le prospettive sulla base di nuovi spazi mentali.
I kilometri sono andati, non faceva neanche poi tanto caldo era anche mattino presto ed in meno di un paio di orette abbiamo chiuso una ventina di kilometri.
Le gambe iniziano ad esserci anche sui percorsi un pochino piu’ lunghi.

Stanotte e’ stata una notte tormentata. Ho sognato di mio padre che per la, forse, prima volta mi doveva parlare e per di piu’ del suo male. Che da li a poco non ci sarebbe piu’ stato e che ci avrebbe lasciato qualche risparmio. Complice dei mie pensieri, delle mie turbe e soprattutto del mio passato in sogno gli raccontavo che sapevo tutto e che non avevo bisogno di soldi, ma che mi sarebbe bastato una semplice giornata da padre e figlio che non ho mai avuto in quaranta anni. Mi sono svegliato di soprassalto e col cuore in gola. Non so se ci ho versato qualche lacrima. Alle 5.50 mi sono alzato per tornare a correre per stare solo ed anche un po’ lontano. E’ stato liberatorio.