martedì 27 dicembre 2011
Tutto riparte da qua
martedì 27 settembre 2011
L'Altare – Portofino 23/9/11

Scendiamo in 6 seguendo la catena che ci porta al punto morto e da li iniziamo la nostra avventura mattutina. Intorno a me si cono branchi di salpe e saraghi ed inizia a farsi vedere qualche bella gorgonia colorata. Finalmente incontriamo il canyon e da li a turno scendiamo in profondita’. Con la torcia ispezioniamo gli anfratti ed i buchi e proviamo dei bei coralli rossi che pero’ non riesco a fotografare. Scopro scendendo che ogni buco ne e’ pieno. Arrivati a -30 passiamo per una scoscesa scogliera ricoperta di gorgonie, fantastico. Si sente che la temperatura e’ scesa un po’ ma un po’ per l’eccitazione ed un po’ per la meraviglia non ci faccio troppo caso. Da un buco esce una murena e finalmente anche io riesco a vederla nel suo ambiente naturale. Risaliamo per ritornare nel punto di ritorno e finalmente incontro una cernia di dimensioni epocali che coperta da un grosso masso ci guarda mentre la osserviamo a poca distanza senza andare via. Un magico incontro. E’ ormai passata un’ora sono uscito in Nitrox e dobbiamo tutti risalire per la sosta di decompressione. Portofino e’ come un acquario e non me ne ero mai reso conto. Magnifico.
lunedì 26 settembre 2011
Loano - Relitto del san Guglielmo
La San Guglielmo era una lussuosa nave passeggeri di prima classe, varata a Glasgow nel 1911. Nel corso della I Guerra Mondiale fu trasformata in trasporto truppe.L' 8 Gennaio 1918, la San Guglielmo stava dirigendo per Gibilterra insieme alla gemella San Giovanni, sotto la scorta del cacciatorpediniere Bersagliere. Improvvisamente, un sommergibile Tedesco lanciò un siluro che colpì la San Guglielmo; il Comandante diresse immediatamente verso la costa, tentando di incagliare la nave per evitarne l'affondamento, ma i danni erano troppo gravi, e la San Guglielmo affondò in prossimità della costa di Loano. Un uomo dell'equipaggio morì nell'affondamento.
martedì 13 settembre 2011
TRAIL DEL GOLFO DEI POETI EDIZIONE ZERO 2011
Montale scriveva di colori e magici scorci, cercava di evocare immagini ed emozioni di quelle 5 Terre tante amate nelle sue vacanze rivierasche. Ieri l’edizione Zero ha regalato ai 200 partenti fra corto e lungo l’essenza ed i profumi di quelle terre e di quelle piazzole a picco sul mare.
Arrivo tardi al ritiro pettorale e tardo alla vestizione e tardi alla partenza, inutile la ricerca col Ceccarelli (mi spiace ma ci pescheremo lo so) e solo di fortuna l’incontro col maudellevette che ieri pero’ e’ stato il maudelle5terre (4°assoluto)
Si parte e si sale per il primo strappo nel bosco e tutto va liscio, io e Luca teniamo un passo che ci permettera’ di affrontare i chilometri in serenita’, almeno quello e’ il mio pensiero. Alla fine del primo strappo si prosegue un po’ in falsopiano per arrivare ad un mondo nuovo, il mondo a picco sul mare.
Percorriamo i sentieri dei vignaioli, di quelli che fanno lo sciachetra’ e non te ne danno neanche una bottiglia ma il mare sotto di noi e’ una visione unica. Gli scorci sono mozzafiato di quelli che non si possono dimenticare.
Altro bello strappo su una bella gradinata che da Fosso sale in su’ senza lasciare troppo respiro e troppi pensieri nella mente. Raggiunta la vetta ci viene detto: girate di qua e ci vediamo fra 17 km … diciassette chilometri? Si proprio diciassette chilometri..
Nuovo obbiettivo: raggiungere Fossola, su un bel falsopiano corribile e sempre con Luca alterniamo corsa a passocorsa. Il nostro pensiero e’ sempre quello di tenere un po’ di riserva per dopo.
Bhe io finisco qua la mia gara, Luca prosegue al suo passo io al mio, mi raggiunge il mio amico Daniele che in passato abbiamo condiviso mareggiate e onde. Altre sensazioni ma uniche e anche tanto vicine.
La terza salita non mi lascia spazio. Le gambe non ci sono il cuore si, ma non basta. Sono ormai stanco ma chiacchierando un po’ di tutto il tempo passa. Sento il peso delle gambe su per il monte a tratti scoperto e pian piano arrivo lassu’ dove si respira ancora aria di mare.
Il mio obbiettivo 30 km sta per essere raggiunto e da quel passaggio si apre la vista sul golfo di la spezia con lerici davanti a me e la poesia di una giornata di trail nelle mie gambe. Vola via anche Daniele forse angosciato dalle mie parole … e rimango solo mentre percorro gli ultimi 400 mt di dislivello in giu’ tutto a gradini.
Arrivo trascinandomi e Stefano mi passa il testimone e taglio il traguardo con una birra in mano un minuto sopra le 7 infinite ore.
Ho respirato aria intrisa dei profumi, ho ammirato scorci del mio mare, ho ripreso un attimo di me correndoci sopra per 37 km. Grazie ragazzi.
Buona vita
lunedì 8 agosto 2011
Trail dei fieschi 2011

Galleggiare in cielo come sotto le stelle con la frontale accesa, come perdersi a guardare l’orizzonte o come restare basiti davanti ad un magnifico scenario, che belle sensazioni che ci regala questo mondo del trail e questa natura.
Sabato e’ stata una bella manifestazione, forse sono mancate le docce finali, ma l’umidita’ quella no quella c’era proprio tutta. Trail dei fieschi come in amazzonia.
La famiglia Fieschi si e’ arricchita con la mercatura, la finanza e l'acquisto di terre, questa famiglia si divise in numerosi rami. Il ramo più importante fu quello detto "di Torriglia"; questo e quello "di Savignone" discendevano da due fratelli di Innocenzo IV e perciò si erano formati sin dal XIII secolo. Il castello ormai e’ in rovina e poco sovrasta la cittadina, ormai.
Ormai come tutte le cose belle quelle ricche di storia, quelle che portano un significato sulle spalle, sono destinate a non essere ricordate a dovere e se particolarmente sfortunate a essere completamente dimenticate. Non nelle nostre memorie quelle appunto del 06/08/11 2° edizione del trail.
Si viaggia, si viaggia veloce nei single track e si rallenta davanti ai numerosi strappi. Simpatica attraversata delle colline circostanti che poi ci porta alla ormai decaduta colonia del monte maggio per finire velocemente in discesa.
Io e Stefano andiamo avanti insieme e chiudiamo in 2 ore e 40 minuti molto sereni.
Che questa gara cerchi di riportare un po’ di storia alla memoria dei piu’ e che non venga dimenticato che galleggiare in cielo ci porta ancora piu’ vicino a toccare i nostri sogni.
lunedì 1 agosto 2011
Correre per stare anche soli
Ha un gusto strano assaporare la corsa senza dividere questo momento con nessuno, ognuno di noi lo fa. Sia che usciamo per una sgambata che per un grande evento li fuori ci sono solo io.
E’ un modo come un altro per staccare la spina e riprendersi i sensi. A volte quelli un po’ sperduti.
Sabato sono uscito con un vecchio compagno di palestra dei tempi che furono convertito anche lui all’endurance. Abbiamo avuto occasione di stare fuori ma non di stare soli. Abbiamo rivissuto una parte del nostro passato raccontandoci di come eravamo, di come cambiano le prospettive sulla base di nuovi spazi mentali.
I kilometri sono andati, non faceva neanche poi tanto caldo era anche mattino presto ed in meno di un paio di orette abbiamo chiuso una ventina di kilometri.
Le gambe iniziano ad esserci anche sui percorsi un pochino piu’ lunghi.

Stanotte e’ stata una notte tormentata. Ho sognato di mio padre che per la, forse, prima volta mi doveva parlare e per di piu’ del suo male. Che da li a poco non ci sarebbe piu’ stato e che ci avrebbe lasciato qualche risparmio. Complice dei mie pensieri, delle mie turbe e soprattutto del mio passato in sogno gli raccontavo che sapevo tutto e che non avevo bisogno di soldi, ma che mi sarebbe bastato una semplice giornata da padre e figlio che non ho mai avuto in quaranta anni. Mi sono svegliato di soprassalto e col cuore in gola. Non so se ci ho versato qualche lacrima. Alle 5.50 mi sono alzato per tornare a correre per stare solo ed anche un po’ lontano. E’ stato liberatorio.
mercoledì 15 giugno 2011
lunedì 6 giugno 2011
Per l'acqua di Mauro Corona

lunedì 9 maggio 2011
RUNNING Its much more than just one foot in front of the other...

E’ vero è la MENTE che comanda tutto !! è il pensiero che ci fa volare, è la nostra spinta ideale che si tramuta in forza di volontà che ci può fare tornare come eravamo
La corsa e’ un’alchimia emozionale. Hai ragione Francesco quando dici che spirito e mente devono per primi essere liberi gli rispondo.
Ma cosa vuol dire essere liberi quando alla nostra eta’ viviamo in confini sempre piu’ ristretti? Vuol dire tornare bambini, tornare PURI.
E’ la spensieratezza che e’ in ognuno di noi che finalmente viene fuori senza barriere e senza filtri.. E’ la purezza del gesto. La corsa e’ un’alchimia di emozioni che si intrecciano quando il cuore ti batte forte.
E’ l’immagine di mia figlia che mi corre incontro quando mi vede e mi stringe forte a se, la Bibi da quando ha iniziato a camminare ha voluto subito correre. Ha preso le piu’ belle patte per terra sbucciandosi ginocchia e gomiti. Ma si e’ sempre rialzata, anche con i lacrimoni che le scendevano giu’ dalle guance, ma sempre con la voglia di ripartire.
E’ la forza naturale che e’ in tutti noi, che rimane forse un po’ mascherata ma che prima o poi viene fuori. Perche’ e’ la sintesi, e’ Purezza
Lasciamo correre …
perche’ correre e’ molto di piu’ che un piede davanti all’altro…
Le corse dei bambini
lunedì 11 aprile 2011
Una spessa linea di zucchero filato

venerdì 8 aprile 2011
Richelieu - With my own two hands
lunedì 4 aprile 2011
Trail Dei Gorrei 2011
giovedì 24 marzo 2011
Villa Gentile - Monte Fasce 2011
Leggevo stamattina su un paio di portali genovesi.
E’ anche vero che la corsa ha pendenze da skyrunner sia nella mattonata di apparizione che sul crinale prima dei ripetitori, e’ innegabile.
Ma ieri e’ stata proprio un’altra cosa, sabato notte ha burrascato come in piena estate, c’erano i fulmini che illuminavano a giorno e veniva giu’, si veniva giu’ di brutto. Dalla finestra pensavo, ma chi me lo fa fare, domani me ne sto a casa a dormire e poi se mai, ma solo se mai me ne vado a sgambettare. Complice una incredibile tosse della mia piccina alle 4 del mattino sono ancora sveglio e continuo a sentire la pioggia cadere. Mi corico sul divano ed aspetto le 7 per vedere cosa il cielo mi propone.
Non ho scampo, il vento ha pulito tutto, sembra irreale che poche ore fa tutto era completamente diverso. Alla partenza ci si rincontra tutti, io un po’ piu’ goffo degli altri, oggi e’ il mio debutto stagionale.
Mi cambio, rido scherzo e si parte per questi 8 km e 840 di dislivello.
Come sempre arranco, il clima e’ perfetto, le mie gambe forse un po’ meno. (come del resto il mio zainetto adiposo che mi porto dietro) e’ vero che prima di iniziare la meta’ della gara quei maledetti scalini sono proprio un incubo. Non me li ricordavo cosi’.
Comunque vado su.
Passo il Chiapparo ed inizio la scalinata che porta a Carrupola, si una mattonata che mi resta difficile da dimenticare. Da Carrupola gira tutto meglio, si apre il sentiero che porta al liberale e stranamente vado su. C’e’ un vento terribile e in maglietta inizio a sentire freddo. Dal liberale tutto e’ piu’ semplice, il traverso del fasce e poi dritti sul crinale delle antenne. Siamo in tre, con Ilaria saliamo ma lei va e mi lascia.
E’ pazzesco, la liguria si apre, solo ieri sera veniva giu’ l’universo adesso l’universo e li nei miei occhi. La vista si apre da ponente a levante, e’emozionale.
Ultima piccola fetta stavolta di asfalto che mi porta a tagliare il traguardo di questo 8km per 840 mt di dislivello in 1h e qualche manciata di minuti (7 o 8 non ricordo), neanche il tempo di salutare gli altri e ripartiamo in discesa per tornare a casa.
Ne uscira’ un 18 km con 840 +/- di dislivello in una bella prima giornata di primavera.
Dal mare nel pomeriggio riguardo quella punta e spiego alla mia piccola che stamattina non ho fatto colazione con lei per essere lassu’ a vedere un po’ meglio il cielo azzurro e grazie alla nostra corsa le nuvole sono andate via per poter passare un bel pomeriggio assieme in spiaggia.
Farla sognare non costa nulla
Mauro
lunedì 7 febbraio 2011
EVVIVA IL COMPLEANNO
Lo abbiamo inserito in un cilindro di legno ed attaccato alla cicinetta con due anelli a vite. Abbiamo chiuso il tutto con due pomelli
In legno, ed infine ho sistemato il gancio appendi tutto come se fosse un rubinetto. Ecco il risultato … carino vero??
lunedì 31 gennaio 2011
La BABY CUCINA in lavorazione

La scorsa settimana ho cercato un po’ on line se c’erano progetti per una semplice realizzazione e sono rimasto sorpreso per tante idee che pero’ alla fine partono da un progettino di base con materiali reperibili da ikea.
Non ci ho pensato troppo e sono andato ad acquistare il seguente materiale per la mia futura baby cucina …
un comodino Rast (9,90€)
1 mouse pad di riciclo
Come inizio ho posizionato il mobiletto portaspezie sulla mensola non troppo in alto in modo da sfruttare la stessa mensola anche come parete e poi l’ho fissato con delle viti che avevo in casa, il risultato e’ stato abbastanza solido se penso al tipo di oggettini che dovranno contenere, poi ho iniziato a montare il mobiletto Rast senza pero’ la parte superiore.
Con questa parte ho tracciato un cerchio leggermente piu’ stretto della circonferenza della ciotola in modo da poterla incastrare dentro. Non avendo seghetti particolari e non volendo andare a farlo forare dal falegname ho voluto eseguire il taglio da solo con un semplice seghetto alternativo a mano montando pero’ una lama da legno piu’ spessa. Devo dire che non e’ stato semplice e francamente un po’ duro ma sono riuscito a fare il foro, esteticament avrebbe qualcosa da ridire ma incastrata la ciotola alla fine non e’ stato malaccio.
Con il mouse pad di riciclo ho ritagliato 3 tondi di diverse dimensione per simulare i fornelli e li ho semplicemente incollati con del semplice vinavil.
Ho montato la parte superiore al restante Rast e mi sono divertito ad attaccare i pomelli sia per i fuochi che per il futuro rubinetto.
Ho infine attaccato la mensola al Rast simulando la baby cucina come da foto. Finiro’ il tutto questa settimana e postero’foto finale, comunque ho impiegato solo due sere post nanna, percui senza fare troppo baccano e per un poco dotato del fai da te come me direi che il risultato non e’ stato poi malaccio.

mercoledì 12 gennaio 2011
NON SO SE LA MOTIVAZIONE E’ POI STATA RAGGIUNTA …
Altitudine: 415m
Dislivello in salita: 300m
Ci siamo visti io Stefano e Davide per la prima notturna della stagione 2011 per “addentare” il forte Richelieu. Appuntamento ore 21 rotonda di Via Lagustena. Esco di casa alle 20.45 ed inizio a far girare le gambe subito in salita per via sturla poco dopo le 21 raggiungo il nostro punto di incontro. Scendiamo per imboccare la ripida via del Chiappeto. Il fiato inizia a farsi corto ed io so che non sono in forma ma devo andare e non fermarmi.
Saliamo fino a costeggiare le mura del Seminario e superate queste ultime finalmente proseguiamo su sentiero che, verso levante, raggiunge in breve il Serbatoio dell'Acquedotto Valle Noci; da qui continuiamo lungo il crinale che segue la bella valle del Chiappeto. E’ pero’ notte e non vediamo nulla se non quel poco che illuminano le nostre frontali. Tira vento ma non e’ freddissimo. Se fosse giorno la vista spazierebbe liberamente sulla valle dello Sturla a Est e sulla costa a Sud ma non lo e’ e lo dobbiamo solo immaginare. In breve tempo raggiungiamo il Forte Richelieu (415). Ci fermiamo ad ammirare quel solito spettacolo che ci riempe gli occhi: genova e le sue luci di notte.

Giusto il tempo di tirare il fiato e scendiamo dallo sterrato sulla destra che ci porterà alla strada della cava, ma noi scendiamo verso il capolinea del 67 di fronte al collegio di Don Orione (320m) da qui vero i i Camandoli per raggiungere il forte di Santa Tecla (180) e giù via la scoscesa mattonata che ci riporterà con i piedi fumanti e le frontali ormai spente al nostro ritrovo originale. Salutiamo Stefano ed io e Davide scendiamo per via sturla lasciandoci in piazza con un bel siamo ripartiti.
Entro in casa lasciando le scarpe fuori che le ragazze che stanno già dormendo, guardo l’ora, 1h e pochi minuti per tutto il giro, bhè siamo ripartiti proprio bene
FORTE RICHELIEU - Cenni storici: Situato in splendida posizione panoramica sopra le alture di Camaldoli il forte fu chiamato Richelieu nel 1748 in omaggio al Maresciallo di Francia Armando Duplessis di Richelieu, comandante dell'esercito francese in Liguria. In seguito il forte fu modificato e rinforzato più volte fino ad assumere l'aspetto attuale nel 1850. Usato ancora durante la seconda guerra mondiale come postazione antiaerea, oggi ospita all'interno delle mura i ripetitori RAI... ben triste sorte di un forte dal così significativo passato, se si pensa che tutta questa zona fu teatro di aspri scontri tra Francesi ed Austriaci, durante l'assedio di Genova del 1800. In quella occasione il forte rimase bloccato dall'avanzata degli Austriaci, che conquistarono le alture del monte Ratti ed il forte Quezzi, arrivando a minacciare Santa Tecla.
mercoledì 5 gennaio 2011
La Nuova Motivazione

Non e’ per nulla semplice, non riesco a focalizzare un nuovo obbiettivo e non riesco a riprendermi dal torpore in cui sto vivendo. Rileggendo “La motivazione nella pratica sportiva” di Francesca Bertuccioli mi sono reso conto che il mio orientamento e’ sempre stato frutto di una percezione individuale di successo o fallimento basato sui miglioramenti della prestazione confrontati con gli standard precedenti piuttosto che la reale competizione con altri, che siano compagni di allenamento o perfetti estranei.
Ho provato a vedere nella mia testa cosa e’ successo post CCC e mi sono realmente trovato in difficoltà per la ricerca di nuove motivazioni, perche’? Principalmente perche’ mi sono trovato stanco. Stanco fisicamente e mentalmente. Avevo bisogno di staccare la spina e ridare nuova linfa che pero’ non e’ arrivata.
Da fine agosto ad adesso ho fatto poche uscite svogliate. Qualche chilometro per strada e molto pochi offroads, tutto sempre a ritmo sereno e senza particolare interesse a migliorare umore e prestazione.
Ne sono venute fuori sensazioni pessime di lavoro di corsa e umoralmente ne ho un po’ subito le conseguenze. La svolta e’ stata sicuramente Portofino che a meta’ per malessere non mi ha fatto “andare” come avrei voluto. La settimana successiva ho ritirato i remi in barca e con l’ottima scusa della scarsa prestazione della domenica precedente ho avuto la possibilita’ di non rimettermi a correre come avrei voluto. Inutile confermare che il dopo e’ restato sull’ottimo filo di lana del dolce far niente.
Un nuovo anno e’ pero’ alle porte ed anche gia’ iniziato ed ovviamente e fortunatamente sono iniziate anche le voglie di mettere dinuovo scarpe e traguardi in bacheca.
Stasera riattacchiamo con la vecchia combriccola cercando di tirare fuori nuove motivazioni, obbiettivo semplice e mirato forte Richelieu